motociclisti harley davidson

Vincenzo

Ero solo un bambino, di circa 9 anni, quando la vidi, nera, sportiva, lo sponsor in bianco sulla fiancata, la RS50 Aprilia come quella di Max Biaggi e che ora cavalcava mio cugino, poco più grande di me. Da allora mi appassionai alle corse e al mondo dei motori, leggevo riviste, guardavo video ma non mi era possibile sognare di averne una. Mio padre non l’avrebbe mai comprata, sono riuscito ad ottenere solo uno scooter..Aprilia..

La prima volta che ho guidato una moto è stato un caso, il mio migliore amico si era infortunato a calcetto e non poteva riportare la sua moto a casa. Di fretta e furia mi dice: ‘la prima giù, tutte le altre su’ ed eccomi che guido la moto che mi aveva conquistato anni prima, un’Aprilia RS125, di nuovo nera. 

Per avere la mia moto devo aspettare altri 15 anni da quel momento, e forse il senso di libertà e di desiderio che provo sulla Harley-Davidson è anche grazie a tutta questa attesa. La moto dei miei sogni è la Ducati Panigale, ma per quella dovrò aspettare ancora un po’… mi piacciono tutte, senza distinzione, ognuna sa regalarti un’emozione diversa e vale la pena provarle tutte! 

Mi piace tutto ciò che abbia due ruote, mi piace provare, testare, correre e curvare e in questo spazio condivido quello che scopro, perchè nonostante sia la mia passione da sempre, mi sorprende con nuove cose da imparare ogni giorno

Claudia

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La prima volta che sono stata al Mugello avevo 16 anni, ero con mio padre che realizzava uno dei miei più grandi desideri e portavo un tutore alla caviglia per una frattura provocata da un incidente in scooter 20 giorni prima. 

Di quella giornata, sotto il sole di giugno, poco prima della curva San Donato, ricordo il rombo del motore della HRC 211V di Valentino Rossi, appena uscito dai box per il warm up. Il ricordo è così vivo che ancora mi commuove, lo sentii entrare sotto la pelle, talmente forte da confonderlo con il battito del cuore, l’emozione fu così ingombrante che strinsi la rete di delimitazione al circuito con tutta la forza che avevo nelle mani, urlando con tutta la voce che avevo nel torace, che non mi accorsi della trasformazione che subii.  Passata la curva mi girai verso mio padre che scioccato mi guardava e disse: “credevo di avere una figlia femmina e invece sei una motociclista” ridendo con orgoglio.

Non ha mai comprato una moto, per la paura di mia madre, così ho aspettato di potermela permettere…un giorno,  mi ripetevo…

Nel 2020 sono stata travolta, come tanti, dalla pandemia di Covid19 e da responsabilità così grandi da sentirmi sopraffatta, da mettere tutto in discussione, me stessa e la mia vita. Ho pensato a tutti i viaggi on the road che ho fatto, a tutte le strade sulle quali mi sono immaginata con la moto, e ho deciso che quel giorno era giunto… il processo decisionale non è stato semplice, mi sono sentita inadeguata, ho dovuto elaborare vecchi traumi (ma questa è un’altra storia), ho cercato ispirazione nei video e nei blog di ragazze che guidano moto e alla fine eccola.. la nostra Harley-Davidson nera, lucida, fiammante. Sono salita in sella e ho verificato di toccare bene con i piedi a terra, questo mi è bastato, non potevo più ripensarci ormai. La patente è arrivata 4 mesi dopo, e se ripenso che ho imparato a guidare su una moto di 300kg mi sento un po’ stupida e un po’ speciale. 

Da tutto quel processo decisionale nasce anche l’idea di questo blog, un posto per condividere tutti i nostri viaggi, specie gli errori dai quali abbiamo imparato; ma anche un luogo in cui un’altra ragazzina spaventata può trovare ispirazione e il coraggio di comprare la moto che ha sempre sognato. 

Osman

Non c’è una storia strappalacrime che mi lega alle moto, mi sono sempre piaciute e non mi sono mai chiesto il perchè… mi piacciono e basta: se ha due ruote e un motore mi sta bene! Appena compiuti 14 anni mio padre comprò il primo scooter ma non avrei avuto mai una moto finchè non avessi potuto comprarla io, lui non mi avrebbe mai accontentato. 

L’occasione è arrivata qualche anno fa, mio cugino voleva liberarsi di una Triumph Speed, mi avrebbe fatto un prezzo di favore e avrei potuto pagarla un po’ alla volta. Quando sono andato a prenderla gli ho chiesto di portarla in strada perchè non credevo sarei riuscito ad uscire dal garage, sono salito in sella e tremavo, un po’ dall’emozione e un po’ dall’inesperienza di avere un motore così potente tra le gambe. 

Mi sono divertito, ma non era quello che sognavo, io volevo una Harley Davidson. Ricordo che mi appassionai a questo genere di moto guardando il programma “American Chopper” in televisione. Credo mi abbia affascinato l’idea di poter rendere unico qualcosa di profondamente bello e potente, la sensazione di creare un oggetto speciale e inimitabile. Alla fine ce l’ho fatta, ne ho comprata una, una  Nightster 1200 del 2008 e mi sono sentito subito… pieno di debiti !!!  Ancora non era quello che volevo, io sono così, non mi accontento mai, voglio sempre qualcosa di più, provo e riprovo, creo e disfo, vendo e compro. Il mio contributo deriva da tutte le volte che ho cercato qualcosa di diverso, come mi sono trovato e quante volte ho sbagliato per raggiungere l’obiettivo e anche come si sono stufato e ne ho cercato un altro. 

Ora guido una StreetBob del 2018 bordeaux.. ma sta per cambiare colore… 

Il Distinguished Gentleman’s Ride a Milano

L’evento di beneficenza più elegante del mondo delle motociclette, si è tenuto il 23 maggio scorso in più di 600 città, tra cui Milano. Ogni anno il Distinguished Gentleman’s Ride si tiene nello stesso giorno e ad oggi conta 107 paesi partecipanti. La regola è una:...

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